mercoledì 10 marzo 2010

Anna

Ho ospitato Anna per due notti, è arrivata domenica mattina e se ne è andata martedì dopo pranzo.
Padovana, sulla trentina, risiede e lavora a Palma di Maiorca. Nel capoluogo delle isole Baleari è impiegata alla Caja Madrid, uno degli istituti bancari più importanti di Spagna. Ha chiesto ed ottenuto un'aspettativa dal lavoro, di un anno, ed è partita. Biglietto aereo di sola andata Milano-Emirati-India: è atterrata circa tre settimane fa a Kochi, la principale città dello Stato del Kerala (sud-ovest). Ha in mente di rientrare in Italia via terra percorrendo l'India, passando attraverso la Cina, da lì Transiberiana fino a Mosca e poi di nuovo in Europa. Io ho impiegato neanche due righe per descrivere la sua avventura lei si è data un anno di tempo.
Nella sua tappa a Pondy sono stato più che lieto di fargli da Cicerone. Domenica mattina siamo stati in giro fra Quartiere Francese, Ashram di Sri Auribindo e templi vari del centro. Nel pomeriggio l'ho accompagnata ad Auroville.
Anna, una ragazza curiosa, solare e piena di energia, è rimasta piacevolmente colpita dalle architetture coloniali del Centro Storico ma la cosa che l'ha più stuzzicata è stata Auroville con la sua "fauna" di personaggi bizzarri. Nella nostra visita, domenica pomeriggio, ci siamo imbattuti in tale Luca: un romano di mezza età che sosteneva di aver sentito una chiamata dall'energia del posto. Aveva abbandonato tutto in Italia e stava ultimando le pratiche d'acquisto di un appartamento per iniziare la sua nuova vita indiana fatta di meditazione. Si è molto meravigliato quando abbiamo confessato, a malincuore, di non aver sentito la stessa "chiamata"...

Tornando alla mia ospite: per chi come lei viaggia da settimane per l'India arrivare a Pondycherry è anche una sorpresa a livello culinario. Qui infatti noi abbiamo a disposizione supermercati, ristoranti e negozi di generi alimentari che altri posti possono solo sognarsi. Quindi delle due cene che abbiamo avuto insieme una è stata a base di ravioli e vino rosso l'altra di pizza cotta nel forno a legna in stile italiano.

Faccio un grande in bocca al lupo ad Anna per la sua magnifica avventura.

c.


giovedì 4 febbraio 2010

Bizarre Foods

Uno dei miei programmi televisivi preferiti è Bizarre Foods: va in onda sù Discovery Travel & Living, un canale del pacchetto Sky. Presentato da Andrew Zimmern: un cuoco calvo e sovrappeso, che va in giro per il Mondo a cercare ed assaggiare i cibi più strani. Ogni puntata è ambientata in un diverso Paese: Filippine, Marocco, Spagna, Messico solo per fare alcuni esempi. Il suo motto è " Se ti sembra buono mangialo". In tutti i suoi viaggi non perde occasione di provare i cosiddetti street-foods: cibi preparati nei baracchini che si trovano in strada. Secondo Andrew sono il modo migliore per cogliere la vera essenza e gustare i veri sapori di un luogo.

La seconda raccomandazione che mi era stata fatta prima di partire per l'India era proprio quella di evitare il cibo di cui non conoscevo l'esatta provenienza. La prima riguardava l'acqua: non bere nulla che non fosse imbottigliato.

A Pondy, come in un tutta l'India, gli street-foods sono una vera e propria istituzione. In ogni angolo c'è qualcuno che alla bene e meglio cucina o frigge qualcosa, con la relativa fila di persone in attesa davanti.
Sono stato molto combattuto: seguire il consiglio di Zimmern o le raccomandazioni del mio medico di base? Alla fine ho deciso di accettare il primo, anche perché tutti i miei amici "indiani" che avevano già fatto questa esperienza continuavano a ripetermi che non sapevo cosa mi perdevo.
Ho scelto quello con la fila più lunga davanti e, almeno nelle apparenze, più pulito. C'era questo tipo, nel suo chioschetto su due ruote con un enorme wok davanti, che cucinava dei simil-maccheroni alla simil-cantonese, per intenderci. Ho ordinato una porzione take-away: me l'ha servita avvolta in una foglia di banano e una pagina di giornale. Abbondanti, piccanti, sostanziosi e gustosi. Sono ancora vivo e non ho avuto nessun problema di stomaco.

Alla fine Andrew Zimmern aveva ragione. Due considerazioni: la prima, è oramai più di un anno che faccio su e giu India/Italia, la mia pancia è abituata; la seconda, una puntata di Bizarre Foods in India devo ancora vederla.

c.


martedì 2 febbraio 2010

Mango Hill


Ho affittato uno scooter. Un modello indiano, per la precisione un TVS Scooty fucsia.

Hanno aperto un nuovo resort vicino ad Auroville e non avendo voglia di dipendere da un rickshaw driver per andare e tornare, ho trovato un posto dove affittano gli scooter e ne ho noleggiato uno. La maggiorparte dei miei amici và in giro in moto ma io non essendo molto pratico con le marce ho preferito qualcosa a presa diretta. I prezzi sono veramente bassi, un paio di euro al giorno più una caparra che varia in base alla propria capacità di contrattazione. Per quanto mi riguarda ho sborsato 500 rps.
Inizialmente avrei dovuto tenerlo solo per il week end, ma visto che il prezzo è vantaggioso ho deciso di prolungare e dovrei riconsegnarlo oggi pomeriggio dopo il lavoro.
Ero un pò preoccupato per il traffico di Pondy ma me la sono cavata egregiamente: bisogna essere molto attenti, non dare nulla per scontato, schivare le mucche e sopratutto mantenere una velocità moderata. Cosa piuttosto semplice considerando che lo Scooty fucsia non supera i 35-40 km/h.
Visto la buona esperienza sto valutando l'ipotesi di comprarne uno. I prezzi sono convenienti, circa 250 euro per un modello simile a quello che ho noleggiato: vedremo.

Il nuovo resort, Mango Hill, è stato una piacevole scoperta. Isolato e tranquillo con una piscina ampia e pulita; non è ancora troppo conosciuto. Ideale se ci si vuole rilassare facendo una nuotata o leggendo un buon libro. Anche il complesso in se non è male, nonostante delle Thai Suite forse più adatte appunto al Sud-Est Asiatico che al Tamil Nadu.
Una ottima alternativa all'ormai classico Kailash, che rimane comunque una accogliente e valida struttura: ma dopo un pò cambiare fa piacere.

c.





mercoledì 27 gennaio 2010

"l'italien"

Uno dei miei più grandi desideri è stato esaudito. Ho finalmente trovato qualcuno con cui andare a giocare a calcetto. Mi era stato proposto di tutto: l'immancabile cricket, il badminton, l'hockey su prato e la pallavolo. Ho sempre declinato cortesemente i vari inviti, in verità per quanto riguarda il volley avrei anche potuto accettare ma era per una partita mista: se c'è una cosa a cui sono contrario è praticare sport insieme alle donne. Sono, purtroppo, malato di agonismo e non riesco a giocare solo per divertimento.
Tornando al calcetto: mercoledì scorso chiaccheravo con Antoine e gli chiedo se voleva raggiungermi per cena. Mi fà - Stasera non posso devo andare a giocare a pallone, grazie comunque - . Cosa?!? mi sono quasi commosso e ho chiesto subito delucidazioni. Si sarebbe incontrato alle 7 con alcuni amici al Liceo Francese per una partita.
Due giorni dopo era già bello carico in campo con calzoncini e scarpette. Ribattezzato da subito "l'italien", gli altri sono tutti francesi: abbiamo iniziato a giocare. Le regole sono differenti dal calcetto tradizionale: il campo è lungo e stretto, si gioca 4 contro 4, si possono usare le sponde, le porte sono piccole, dopo tre corner si ha diritto ad un calcio di rigore e non si può segnare senza aver superato la linea di centrocampo. Visto che eravamo più di 8, la squadra che arrivava prima a 3 gol realizzati rimaneva in campo gli altri uscivano per far spazio a chi attendeva fuori.
Molto divertente, veloce e faticoso: non essendoci i falli laterali la palla rimane sempre in gioco e si corre senza fermarsi quasi mai. I ragazzi sono piuttosto bravi e giocano duro come piace a me. Nonostante l'ultima mia partita risalisse alla fine di dicembre ho fatto una bella figura. Grintoso dietro, efficace davanti (non è il mio forte ma ho segnato dei bei gol). Dopo i primi 5 minuti mi procuro un rigore (il 3° corner per la mia squadra), lo batto e segno...un buon biglietto da visita per "l'italien".
Qualcuno leggendo questo post sono convinto, conoscendomi, non crederà al mio gol su penalty da centrocampo centrando una porta di 1mt x 1mt: vi assicurò che è tutto vero, sarà stato il mio giorno fortunato...

Oggi mi ripresento...

domenica 6 dicembre 2009

Maledetta Primavera

Avevo scritto di Antoine in uno dei miei ultimi post. Devo fare una precisazione: non è sulla trentina ma ha 26 anni, il suo ruolo dirigenziale mi aveva tratto in inganno. Mi spiegava, tentando di rincuorarmi, che il sistema scolastico francese è diverso dal quello italiano. Secondo lui oltralpe puoi tranquillamente prendere il corrispettivo della nostra laurea intorno ai 22/23 anni e dopo altri tre/quattro, se tutto gira bene, ottenere un buon posto di lavoro. Aggiungo io che nessuno in Italia ti impedisce di fare lo stesso se hai buone capacità, spirito di sacrificio e un pizzico di fortuna che fà sempre comodo...quindi i sistemi scolastici sono (ahimè) uguali, sono poi le persone ad essere diverse.
Ci siamo frequentati spesso ultimamente ed ho scoperto che è impegnato con una graziosa Parigina, Laetitià (con l'accento sulla "à", ci tengono...eheheh) ha una meravigliosa Royal Enfield bianca e dopo il lavoro ama divertirsi.
Con la sua ragazza si sono conosciuti quaggiù, anche lei vive e lavora a Pondy. Laetitià è stata impiegata per diversi anni in una delle più grandi compagnie di pubblicità del suo Paese, dopo di che stufa dei ritmi troppo stressanti ha deciso di mollare tutto, trasferirsi quà e dedicarsi al sociale con una NGO. Inizio a sentire e risentire questa storia...
L'appartamento di Antoine si trova in pieno quartiere francese (dove altro sennò...?) ed è molto bello e spazioso: con delle piccole modifiche agli impianti ed alle rifiniture non sfigurerebbe in qualche zona alla moda di Roma o Milano...i potenti mezzi delle multinazionali del lusso (pizzico di invidia).
Lo scorso Venerdì abbiamo organizzato una cena con i nostri corrispettivi amici, il patto era che lui metteva la casa, io mi sarei occupato del cibo. E' scattata subito la telefonata a Riccardo e il relativo ordine: 3kg di pasta fresca, 1,5 kg di ravioli funghi e formaggio e 1,5 kg di agnolotti alla carne. I primi sono stati conditi con del burro e grana i secondi con un sugo fresco al pomodoro e basilico.
La serata è stata un successone: chiacchiere, risate, ottimo cibo ed ottimo vino. Ma la chicca assoluta l'ha tirata fuori Antoine, nel suo iTunes c'era una fantastica playlist di musica italiana anni '60/'80: per intenderci si è spaziato da Lucio Battisti fino a Raffaella Carrà passando per Pupo e Adriano Celentano. A quel punto non ballare è stato impossibile e giurerei che è partito addirittura un trenino. Vi lascio con un evergreen che se non era per un ragazzo di Tolosa non ricordavo neanche più:


c.


domenica 22 novembre 2009

Indovina chi "non" (viene a) cena?

Zaki è il Customer Coordinator della ditta per cui lavoro. In parole povere si occupa dei clienti. Cercando di accontentare tutti, passa 7 delle sue 10 ore (più o meno) lavorative attaccato al telefono. Ha 38 anni, è mussulmano ed ha lavorato un paio di anni in Italia, motivo per il quale parla un italiano decente.
Con l'inizio dello scorso Ramadan aveva portato in ufficio tutta una serie di manicaretti cucinati dalla moglie e dalla madre: squisiti e delicati, io e i miei colleghi abbiamo spazzolato via tutto.
Visto la prelibatezza del cibo, con un po' di faccia tosta, lo pressavo per ottenere un invito a cena...Giovedì scorso entra da me e mi chiede se, io ed Emilio, avevamo impegni per il sabato seguente (ieri n.d.r.). Avrebbe avuto piacere ad ospitarci a casa sua per mangiare.
L'appuntamento era per le otto. Dopo il lavoro siamo passati a prendere una torta per non presentarci con le mani in mano, sono mussulmani e non bevono alcolici. Convinti che a tavola saremmo stati in cinque: io, lui, sua moglie, sua madre ed Emilio, avevamo abbondato in quantità.
Arriviamo e dopo i classici convenevoli ci siamo sistemati in sala da pranzo. La tavola era apparecchiata solo per due persone...?!?...chiediamo spiegazioni a Zaki, la situazione era la seguente: io ed Emilio avremmo mangiato, lui ci avrebbe servito, la moglie e la madre avrebbero cucinato.
Oramai conoscendoli un po' e sapendo quanto sono legati alle loro tradizioni la cosa ci ha ovviamente sorpreso ma neanche più di tanto.
La cena, neanche a dirlo, è stata ottima: una zuppa di pollo per entrata, tagliolini speziati per primo ed agnello e pollo come portate principali. Il pezzo forte era l'agnello: tenero e saporito. Zaki, inoltre, aveva dato disposizione di non cucinare troppo piccante.
Le donne mettevano di tanto in tanto la testa fuori dalla cucina per controllare se il tutto fosse di nostro gradimento ed i piatti lindi parlavano per noi.

Una bella serata: mi ha fornito anche un'idea...la prossima volta che torno in Italia, organizzo una cena con i miei amici e tengo le ragazze chiuse in cucina a preparare da mangiare...uhm...saranno d'accordo? Credo sia più semplice che il Bari vinca la prossima Champions League.

c.



mercoledì 18 novembre 2009